marionette

Dio, se esistesse, si annoierebbe a morte: nessuno puó sorprenderlo.
Specifichiamo, nessuno é libero di sorprenderlo. Eppure chi a quel tipo di dio ci crede, dice che liberi lo siamo, in maniera assoluta.

E questa é un’altra prova che si sbaglia per forza.

La serie:

Proseguiamo nella disamina di prove della non esistenza di dio, se non avete letto il resto, qui c’é l’indice e soprattutto qui c’é una guida a come si leggono le dimostrazioni in logica formale.

Che tipo di dio stiamo andando a dimostrare che non esiste a questo giro?
Un dio che conosce il futuro e ha anche creato (o coesiste con) esseri umani anche solo minimamente non destinati a uno specifico futuro.
Yhwh/Allah, Brahma, persino Odino rientrano in questa categoria.

Per quanto l’onniscienza includa la conoscenza del futuro é importante precisare che qui non sto partendo dall’ipotesi di onniscienza perché é fin troppo restrittiva, ci sono dei che secondo chi ci crede conoscono il futuro pur senza essere definiti onniscienti e questa dimostrazione vale anche per loro.
Che diamine, anche un veggente che vede il tuo futuro nella palla di cristallo si qualificherebbe.

La dimostrazione

Il punto é semplice: se il futuro di anche un solo essere umano ha la benché minima variabilitá, dio non puó oggi conoscere quel futuro in maniera esatta. Se lo conosce oggi in maniera esatta, l’uomo non ha facoltá di fare nulla di anche solo minimamente diverso.
Ergo non ha la minima varietá di futuri possibili e quindi la minima scelta.

La cosa é a dir poco lapalissiana, ovvia, banale eppure é inconcepibile per chi deve tenere insieme, ad esempio, i due dogmi di una preveggenza divina e di un umano libero.

il dio biblico conosce il futuro?

Ora, che il dio cristiano conosca in anticipo il futuro di ogni essere umano é affermato e ripetuto non solo dai testi sacri, ma anche dagli apologeti.

1 gv 3:20 qualunque cosa esso ci rimproveri. Dio è più grande del nostro cuore e conosce ogni cosa.

salmi 146:5 Grande è il Signore, onnipotente, la sua sapienza non ha confini.

E qui una clip di william lane craig, uno dei predicatori preferiti d’oltreoceano che ultimamente sta spopolando anche tra gli apologeti nostrani (che ringrazio per i sottotitoli):

(il video poi tenta la scappatoia del molinismo, ne parliamo dopo la dimostrazione)

L’idea che il dio biblico sappia il futuro é espressa sia in forma positiva (sapere OGNI cosa), sia negativa (non avere confini, limiti).

E il libero arbitrio?

Allo stesso tempo, che l’essere umano non abbia un futuro predeterminato (con l’eccezione dei calvinisti, che invece lo affermano) pure é uno dei dogmi cristiani in generale e cattolici nello specifico.

1731 La libertà è il potere, radicato nella ragione e nella volontà, di agire o di non agire, di fare questo o quello, di porre così da se stessi azioni deliberate. Grazie al libero arbitrio ciascuno dispone di sé.
https://www.vatican.va/archive/catechism_it/p3s1c1a3_it.htm

Procediamo in due passi

Chiarite le premesse quindi, passiamo alla prova vera e propria. Questa prova richiederá di passare attraverso due fasi.

La prima é dimostrare che la precognizione necessita un futuro prefissato.
La seconda é che futuro prefissato e libertá dell’uomo sono incompatibili.

Una volta dimostrata l’incompatibilitá tra precognizione e libertá, ne seguirá che nessun ente puó esistere che sia preveggente e coesistente con umani anche minimamente liberi. In altre parole questo tipo di dio non puó esistere.

Definizioni

Che intendiamo con questi termini? per precognizione si intende il conoscere oggi quel che succederá in un tempo futuro, ovvero che al presente un soggetto sa che avverrá un fatto e che quel fatto avverrá davvero.

Il concetto di libertá invece é assai piú difficile da definire, quindi useremo il minimo comun denominatore, una proprietá che tutte le varie definizioni di libertá non possono non soddisfare.
Specificamente che la libertá umana comporta la possibilitá per un umano di compiere o non compiere un atto A a un certo tempo futuro. Vale a dire che perché sia possibile dire che un qualsiasi umano é libero oggi, é necessario che sia possibile per quell’umano compiere o non compiere quell’atto in futuro.

Lemma 1: la precognizione necessita un futuro prefissato

Seguiamo qui una dimostrazione per assurdo: ovvero partiamo dalla negazione dell’asserzione e ne deduciamo una contradizione. Per negare questa proposizione dobbiamo dire quindi che siano compatibili la precognizione e un futuro non fissato. Deducendo una contraddizione da questa ipotesi si dimostrerá che essa é necessariamente falsa e quindi che la proposizione originale (di cui é la negazione) é necessariamente vera.

Quindi mettiamo questo in formule.
Nota: per semplicitá di lettura si userá A per indicare l’esecuzione di una azione a un certo tempo da un certo umano. Che per il teista debba essere libera una sola azione di un solo umano o ogni azione di ogni umano, la struttura della dimostrazione rimane identica e puó essere ripetuta per ogni singolo caso. Inoltre visto che mi é stato mostrato che c’é gente cosí ignorante da non conoscere neanche le parti di una dimostrazione, metteró i nomi a ogni parte di questo primo lemma, scusandomi con chi le sa giá.

Ipotesi

(dette anche premesse, bibi, se vuoi contestare qualcosa qui devi affermare che é falsa)

p1.1 ◇A^◇¬A (ipotesi di possibilitá di molteplici futuri, per reductio ad absurdum) qui mettiamo in formule che sia possibile sia un futuro in cui l’azione A é compiuta, sia uno in cui A non é compiuta;
p1.2 Kd (A) (ipotesi di precognizione) qui descriviamo l’idea che dio sappia che l’azione A verrá compiuta in un futuro;
p1.3 Kd (A)→□A (definizione di conoscenza applicata a dio per l’azione A) ovvero che se dio sa che A sará compiuta allora A sará compiuta, l’alternativa sarebbe che dio sappia qualcosa di possibilmente falso;

Deduzione

(detta anche ragionamento, capito bibi? se vuoi contestare qualcosa qui devi trovare un errore di calcolo rispetto a queste regole qua https://en.wikipedia.org/wiki/Propositional_calculus o dagli assiomi fondamentali della logica modale https://en.wikipedia.org/wiki/Modal_logic – spoiler, non ce ne sono)

l1.1 □A (da p1.2 e p1.3 per modus ponens) qui si deduce dall’ipotesi di precognizione (che dio sa che A verrá compiuta) e dalla definizione di conoscenza (che dio non puó sapere il falso) che A verrá necessariamente compiuta;
l1.2◇¬A (eliminazione della congiunzione da p1.1) la premessa p1.1 dice che devono essere vere due cose, quindi é vera una delle due in questione, specificamente che é anche possibile che A verrá compiuta;
l1.3 ¬□A (da l1.2 per equivalenza di ◇¬p e ¬□p) se é possibile che A non venga compiuta, allora per definizione non é necessario che A verrá compiuta, lapalissiano;

Conclusione

(si, solo questa bibi, se vuoi smentirla serve che contesti qualcosa tra ipotesi e deduzione, frignare che a te la conclusione non piace é inutile)

l1.4 (contraddizione tra l1.1 e l1.3) ed eccoci alla contraddizione: abbiamo dedotto sia che necessariamente A verrá compiuta sia che non necessariamente A verrá compiuta, questo é assurdo.

Discussione

(non é neanche parte della dimostrazione, bibi, qui é solo dove spiego divulgativamente cosa comporta a chi come te non capisce il formalismo; le contestazioni devono trovare errori nelle parti di prima: negare una premessa o trovare un errore di deduzione nelle deduzioni, altrimenti é dimostrato senza se e senza ma che dalle premesse deriva la conclusione)

Ora la presenza di una contraddizione comporta che noi si debba rifiutare l’ipotesi, che in questo caso era la congiunzione di due asserzioni e una definizione: almeno una di loro deve essere falsa.

Negare la definizione di conoscenza applicata a dio (p1.3) significa dire che sia possibile sapere qualcosa di falso e in particolare che dio possa sapere qualcosa di falso. Voglio proprio vedere un credente che prova questa.

Restano due proposizioni che non possono coesistere: la precognizione (p1.2) e la non fissitá del futuro (p1.1), come volevasi dimostrare non possono essere entrambe vere. Per cui se si tiene la precognizione, il futuro fisso diventa necessario.

Adesso peró va fatta la seconda parte della dimostrazione: provare cioé che un futuro fisso é incompatibile con la libertá umana.

Lemma 2: la libertá necessita un futuro non fisso

Nota: anche qui A ha lo stesso significato di prima e L riguarda la libertá di quel preciso umano che fa l’azione A. Anche queste dimostrazioni si possono ripetere tal quali per ogni singolo umano e ogni singola azione.

p2.1 L → ◇A^◇¬A (definizione di libertá minimale) se l’umano é libero allora questo implica la possibilitá di compiere un atto o non compierlo;
p2.2 □A (ipotesi di futuro fisso) qui si suppone che il futuro sia fisso e che quindi un certo atto A debba essere necessariamente compiuto;
p2.3 L (ipotesi di libertá) supponiamo che almeno un individuo é libero;

l2.1 ◇A^ ◇¬A (da p1 e p3 per modus ponens) dall’ipotesi di libertá e dalla definizione di libertá minimale si deduce che deve essere possibile che l’azione A venga compiuta e possibile che non venga compiuta;
l2.2 ◇¬A (eliminazione della congiunzione da l2.1) dalla congiunzione appena espressa isoliamo una delle due affermazioni, ovvero la possibilitá che A non venga compiuta;
l2.3 ¬□A (per equivalenza di ◇¬p e ¬□p) se é possibile che A non venga compiuta, allora per definizione non é necessario che A verrá compiuta, lapalissiano;

l2.4 (contraddizione tra l2.3 e p2.2) ed eccoci ancora alla contraddizione: abbiamo dedotto sia che necessariamente A verrá compiuta sia che non necessariamente A verrá compiuta, questo é assurdo.

Ma che succede se il futuro prefissato é che A non venga compiuta? La prova cambia di pochissimo. Datemi del pedante, saltatela se volete, ecco in sintesi la prova per quest’altro caso:

p2.1 L → ◇A^◇¬A (definizione di libertá minimale)
p2.2 □¬A (ipotesi di futuro fisso) in questo caso ipotizziamo che nel futuro fisso A non venga compiuta
p2.3 L (ipotesi di libertá)

l2.1 ◇A^ ◇¬A (da p1 e p3 per modus ponens)
l2.2 ◇A (eliminazione della congiunzione da l2.1) dalla congiunzione appena espressa isoliamo una delle due affermazioni, ovvero la possibilitá che A venga compiuta;
l2.3 ¬◇¬¬A (da p2.2 per definizione di □p come ¬◇¬p) qui usiamo la definizione di □, la quale stabilisce che □ significa proprio che non é possibile che non P, solo che la nostra P di turno é l’idea che l’azione A non venga compiuta;
l2.4 ¬◇A (eliminazione di doppia negazione da l2.3) qui sfruttiamo il fatto che la doppia negazione comporta l’affermazione, cioé se non non si compie A (notare che sono due non), allora si compie A;

l2.5 (contraddizione tra l2.4 e l2.2) ed eccoci ancora una volta alla contraddizione: abbiamo dedotto sia che é possibile sia che non é possibile compiere A, questo é assurdo.

Validitá formale

Detto in due parole, questa dimostrazione é, tanto per cambiare, indiscutibilmente valida. Se uno accetta le premesse, le conclusioni sono innegabili. I pedanti continuino, tutti gli altri al paragrafo prossimo.

La versione tecnica e lunga invece é questa: sotto il profilo formale, chiunque accetti la logica classica, quella su cui sono costruiti i computer, assieme ai concetti di possibilitá e necessitá non puó in alcun modo negare il secondo lemma. L’uso dell’equivalenza tra doppia negazione e affermazione, oltra a quello della riduzione all’assurdo nel primo lemma, limita “solo” a logiche non intuizionistiche la validitá della prova. Quindi chi rigetta la logica classica preferendo quelle potrebbe obiettare a questa dimostrazione. Che so, tipo Brouwer. Tutti quelli che non interpretano un “non” come “questa cosa si puó dimostrare falsa” peró non sono intuizionisti.
Per quanto riguarda il primo lemma, visto che lí compare in una premessa la modalitá di conoscenza (Kd) comporta che si stia usando una logica bimodale ottenuta per fusione di due logiche corrette e complete (quella di conoscenza e quella di necessitá). La bimodalitá preserva la correttezza e completezza delle logiche che sono usate per la fusione, quindi l’uso di una logica bimodale di questo tipo non introduce la minima limitazione ulteriore. Qui una serie di risorse per chi volesse approfondire l’aspetto tecnico.

  • Fine, K. and G. Schurz, 1996, “Transfer theorems for multimodal logics”, in J. Copeland (ed.), Logic and Reality: Essays on the Legacy of Arthur Prior, Oxford: Oxford University Press, pp. 169–213.
  • https://plato.stanford.edu/entries/logic-combining/#FusiProd
  • https://wwwhomes.uni-bielefeld.de/mkracht/html/bimodal.pdf
  • https://lamassr.github.io/editions/2021/papers/Formalized-Soundness.pdf

Versi che si sentono da chi rifiuta l’evidenza

Ovviamente una dimostrazione formale non fa camibare idea a chi ignora la realtá in favore del suo dogma, quindi andiamo a vedere le reazioni tipiche.

No ma la causalitá

Molti apologeti quando vengono confrontati con questo problema cercano scuse per ignorarlo e si danno a varie forme di specchietti per le allodole (detti red herring in inglese), spostamenti del traguardo e abbattimenti di uomini di paglia.
Uno degli specchietti per le allodole piú comuni é quello di spostare l’attenzione via dalla necessaria assenza di libertá verso il fatto che questa assenza non é causata direttamente da dio.
Insomma si sperticano a garantire che il dio onnipotente e onnisciente che ha avviato un sistema perfettamente predeterminato non sarebbe responsabile delle nostre scelte, che insomma queste avverrebbero comunque a causa nostra.

Il problema sollevato peró non é la dipendenza causale. Quindi queste manfrine non rispondono minimamente a questa dimostrazione.

La questione invece é che una conoscenza del futuro lapalissianamente dipende dall’esistenza di un futuro da conoscere (lemma 1). Un libero arbitrio dipende dall’assenza di un futuro giá determinato (lemma 2). In altre parole se non esistono piú futuri possibili, il nostro arbitrio non é libero di scegliere tra di essi ma é forzato a seguire quello che giá é fisso.
Quale sia la causa di questo futuro semplicemente é irrilevante. L’ipotesi che esista un futuro da conoscere quindi é il motivo per cui l’onniscienza é incompatibile col libero arbitrio, non se dio controlli o meno le nostre decisioni.

No ma il Molinismo

Un’altro tentativo comune di far rumori come se fossero un’obiezione alla dimostrazione é quello di tirare in mezzo il molinismo.

L’idea del molinismo, in estrema sintesi, é che dio abbia tre tipi di conoscenza, dette necessaria, media e libera.
La conoscenza necessaria qui non ci riguarda minimamente.
Quella media gli permetterebbe di sapere cosa potremmo decidere se posti in una certa condizione. Conosce gli scenari, ma non la realtá del futuro. E con questa conoscenza, non c’é precognizione. Cioé se il dio del molinista ha solo queste informazioni, non é differente da un bravo scienziato in grado di calcolare perfettamente l’esito di un esperimento qualora venisse fatto, che peró non sa quali esperimenti si faranno.

Danni collaterali del molinismo

É importante notare che chiunque usi questa idea di conoscenza media sta rigettando un presupposto fondamentale della “difesa del libero arbitrio” di plantinga. Quella difesa poggia interamente sull’idea che a dio sia impossibile causare un certo mondo perché il libero arbitrio umano sarebbe tale che in una stessa e identica situazione un umano potrebbe fare o non fare un certo atto (oltre a dire che il male naturale non esiste necessariamente perché potrebbero esserci i diavoletti dei terremoti).

Sul serio.

Nella manfrina di de molina invece si dice che dio sa esattamente che un umano fará un certo atto data una certa situazione.

Ovviamente quel buffone di william lane craig difende entrambe sfegatatamente nonostante questa contraddizione fondamentale. Vedi 1, 2 , 3 , 4, 5. E poi mi si chiede perché rifiuto di chiamarlo filosofo.

La parte dove dipende, ma non davvero

Era rimasta la conoscenza detta libera. Quella sarebbe una che riguarda solo dio stesso, é la sua conoscenza del proprio contingente volere (contingente? in un dio necessario? altre contraddizioni interne) e quindi delle cose che ha creato col suo volere. Ok, ma dio avrá anche un volere sul futuro, ovvero ci sono cose che lui saprebbe di voler far accadere. Ecco, qui le interpretazioni divergono e i casi son due.
Opzione 1, assumiamo che tutto quel che vuole per il futuro si realizza con certezza (come onnipotenza implicherebbe ad esempio) e allora abbiamo una precognizione fatta e finita.
Opzione 2 non facciamo questa assunzione e ci limitiamo a dire che sappia cosa vuole ma non cosa accadrá. In questo secondo caso non c’é nessuna precognizione e dio non conosce il futuro.

Direte voi, bellissimo ma quand’é che arriva qualcosa che contrasta con la dimostrazione?
Semplicemente non arriva, attaccano un pistolotto su cosa dio sa o non sa e non risolvono nulla perché alla fin dei conti dio il futuro o lo conosce e allora é fisso o non lo conosce e allora non ha precognizione.

Libertá limitate

L’idea che la precognizione divina contrasti col libero arbitrio umano ovviamente é qualcosa che gli apologeti rifiutano sfegatatamente di ammettere (di nuovo, calvinisti esclusi). A questo scopo se ne escono con deliri tipo questo del buffone william lane craig: immagina una persona a cui uno scienziato ha impiantato elettrodi nella testa per costringerlo a votare Obama (sic. niente punti a chi indovina cosa vota wlc) invece che Romney, ma poi non li usa perché quella persona vota spontaneamente Obama. Quindi anche se non c’era futuro possibile in cui votasse Romney, quella persona ha comunque votato Obama liberamente giusto?
Questo perché a detta del buffone il libero arbitrio non necessiterebbe molteplici futuri possibili ma solo che il soggetto sia causa delle sue azioni.

Con una definizione cosí ridotta la mia dimostrazione sarebbe inapplicabile… Ma ha davvero senso come definizione? Che cosa ne conseguirebbe?

In primis c’é un problema di coerenza con l’idea di una morale divinamente ordinata: lo stesso buffone argomenta a Sam Harris che “ought implies can” (in uno dei link sopra), ovvero che un dovere morale implica una possibilitá di compiere quel che si deve. Se ci attenessimo a questa sua definizione di libertá iperridotta quindi cadrebbe tutta la sua morale: non potendo fare diversamente da quel che facciamo, non avremmo il dovere morale di fare diversamente.

Marionette libere quanto noi?!

Per capire quanto ridicola sia questa manfrina retorica ampliamola a un altro caso in cui é assolutamente ovvio che di libero arbitrio non ce ne sia ma in cui viene rispettata completamente la sua definizione.

Immaginiamoci una marionetta camminante caricata a molla e piazzata su un percorso a ostacoli. La marionetta andrá a sbattere contro un ostacolo e cadrá. Nulla di esterno avrá spinto quella marionetta a fare l’ultimo passo prima di cadere. La causa di quel passo é puramente interna. Quindi questa é l’idea di libero arbitrio di william lane craig: la libertá delle marionette?

Non sarebbe, secondo lui, la mano che piazza la marionetta sul percorso a ostacoli e carica la molla, ma la marionetta a essere responsabile della sua caduta.
Non il dio che crea un umano inevitabilmente destinato all’inferno, ma l’umano che segue l’inevitabile e preordinata spirale di eventi a condannarsi da solo all’inferno.

Va da se che questo non é il tipo di libero arbitrio del cristianesimo, ma ci torniamo su dopo. Intanto il problema formale é che questa definizione é talmente pedestre da finire con l’includere al suo interno cose che nessuno reputa dotate di libero arbitrio. Quindi é una definizione mal posta (e per questo non finisce nel minimo comun denominatore).

Ok ma sto libero arbitrio allora lo sostieni?

In mancanza di apologeti capaci peró faccio io l’avvocato dell’ignoranza e sollevo quella che sarebbe l’unica obiezione sensata: questa dimostrazione sembra poggiare sul libero arbitrio! E quindi richiede che chi la usa accetti il libero arbitrio che invece Faber rifiuta. Uno potrebbe rifiutare l’assunto del libero arbitrio e tenersi dio. Qualcuno ha detto “calvinismo”?

Questo peró significherebbe rigettare i dogmi cattolici e la rivelazione, dato che invece la libertá dell’umano é attestata ripetutamente nella bibbia, vedi ad esempio deuteronomio 30. Nell’islam ci sono pure varie prospettive, che tentano di riconciliare lo stesso problema del Qadar (predestinazione dell’umano a paradiso o inferno) con il libero arbitrio ma non mi risultano punti di vista che arrivino a negare all’umano la possibilitá di fare diversamente in ogni dettaglio, in ogni istante della sua esistenza, riconoscendogli sempre la scelta morale di sottomettersi ad allah.

Arbitrio libero da cosa?

E qui finiamo nel classico problema: il termine “libero arbitrio” é mal definito. Ce ne sono varie nozioni e quelle scientificamente sostenibili sono religiosamente inaccettabili.

L’unica versione religiosamente accettabile é quella compatibile con deuteronomio 30 e l’idea generale che cristiani e musulmani sembrano avere che questa vita sia una sorta di gioco a premi dove dio ci mette alla prova. Inferno livello 3 per noi blasfemi, 72 vergini (o uvette?) per i martiri. In altre parole l’umano con le sue azioni che avrebbe potuto non compiere controlla il suo destino scegliendo di sua sponte cosa fare.

Una scelta fatta nella mitologica anima, non vincolata da niente e nessuno, in completa e totale autonomia, per i cattolici e qualcun altro addirittura supportata dalla grazia divina.

Ecco, questo libero arbitrio é pura fantasia, completamente inesistente, al punto che manco william lane craig ci prova a difenderlo, sa benissimo che verrebbe cacciato a risate da ogni dibattito.

Un simile tipo di libero arbitrio é necessario anche per la succitata “difesa del libero arbitrio di plantinga”.

Ma cosa dice la scienza in materia? Ne parlai ormai 5 anni fa sul canale. In estrema sintesi i vincoli fisici del nostro cervello sono inevitabili. Se esistesse un libero arbitrio tale da esautorare dio dall’essere un caricatore di marionette destinate a cadere, vedremmo continui miracoli nel nostro cervello.

Tuttavia la definizione di libertá che abbiamo dato nella dimostrazione é scientificamente sostenibile: basta che l’universo sia non deterministico.
Questo richiederebbe che l’unica interpretazione deterministica della meccanica quantistica sia falsa (mi riferisco all’interpretazione detta “dell’onda pilota” o “de broglie-bohm“) e che sia anche falsa la spiegazione del nondeterminismo basata sulla retrocausalitá (perché lí avremmo un determinismo quadrimensionale) assieme al superdeterminismo.
Nonostante io tifi tantissimo per le teorie deterministiche (ola per l’onda pilota!), lo stato attuale delle conoscenze é che queste siano teorie molto di nicchia con scarsissime evidenze a supporto.

Quindi al momento la situazione piú plausibile é che noi siamo marionette caricate a molla con un meccanismo che fa a testa o croce per decidere cosa fare. Questo non aumenta minimamente la nostra libertá di decidere senza vincolo fisico, ma ci mette in condizione di avere piú futuri possibili. Quindi, allo stato attuale della scienza, la dimostrazione é perfettamente applicabile anche per chi come me rigetta il libero arbitrio dei credenti.

E anche oggi, dio siamo sicuri che non esiste

In sintesi, la situazione é la seguente: le apologetiche sulla questione non fanno altro che girare intorno al problema, contraddicendo incidentalmente le loro stesse fanfaluche preferite su altre dimostrazioni… solo per poi riaffermare le ipotesi di partenza senza aver risolto niente, cercando di spostare la questione su una causalitá che é del tutto estranea alla questione. Oppure tentano di ridefinire la libertá fino al punto che pure le marionette a molla sarebbero libere.
Intanto, la libertá umana di “fare diversamente” in una data situazione e la precognizione divina sono completamente incompatibili, dato che la prima richiede un futuro non fisso e la seconda un futuro fisso.
Quindi un dio che vede il futuro e ha creato umani capaci di adorarlo o odiarlo, non esiste.

Come Volevasi Dimostrare.

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