Sono seduto, concentrato sulla mia prima mossa.
Non posso aprire malamente, non posso permettermi di commettere un errore. Il mio avversario mi guarda con sguardo vuoto, enigmatico.
Cosa sta pensando? Quali oscuri calcoli sta facendo?
Tocco nervosamente i pezzi, passando dai pedoni ai cavalli, cercando di intuire quale mossa sia più sgradita.
Niente, non traspare niente. Nessun indizio della sua strategia.
Rimane lì, a osservarmi impassibile.
Cazzo.
Mi decido e apro: pedone in d4.
Il mio avversario mi guarda, non è perplesso e con naturale sicurezza fa la sua mossa.
Sale sulla scacchiera e a beccate butta fuori tutti i pezzi: i miei e i suoi.
Poi mi guarda negli occhi, quasi come mi sfidasse a dir qualcosa.
Ed ecco, l’ha fatto sul serio. Ha cagato sulla scacchiera.
Rimango di sasso.
Mi volta le spalle e vola via.
Fottuto piccione.

Tratto da “scacchi al parco” di Fridanselmo de Castijo. Murias 1902.


In questo preciso momento ripenso a quando ti ho dato credito, caro credente con la tavoletta di cera.
Quasi due anni fa, quando ero ancora illuso che si potesse avere un dialogo, iniziai a rivolgerti la parola.
“I tempi sono cambiati, non sei più come eri duemila anni fa, quando condannavi a morte gli atei con la tavoletta di cera.”
“Sembri una brava persona, cosa c’è di male nel darti fiducia?”


E tu? Tu cosa pensavi di fare? Avevi già pianificato di tradire la mia fiducia?
Perché da allora tante me ne hai fatte.
Hai condiviso la mia proprietà intellettuale per diffamarmi, deridermi e insultarmi.
Eppure ti ho accolto in casa con il giusto rispetto: è così che ripaghi l’ospitalità?
Ma quale pessima morale hai?
Hai mortificato i dati, piegandoli al tuo volere fino a creare una finta statistica per raccontare che sono depresso, facile al suicidio. Ti ho detto che non era vero, sperando la smettessi di raccontare questa bugia sul mio conto.
E tu che hai fatto?
Mi hai deriso e insultato, di nuovo.

Hai iniziato a fare grandi discorsi, slegati dalla realtà, per raccontare a tutti quanto io sia stupido, irrazionale, un credente del nulla.
Mi hai messo in bocca concetti che non ho pensato e frasi che non ho detto, e perché? Per creare un mostro sul quale abbattere il tuo ingiusto sdegno, il tuo immorale rancore, il tuo poco caritatevole odio.
Non hai fatto altro che creare nuove regole del gioco, per poi lamentarti se le usavo io ma sfancularmi se volevo fartele rispettare.
Da te non ho ricevuto che sputi velenosi. Per fortuna hai scarsa mira e poco fiato.

Allora ho iniziato a ricordare che a te è sempre piaciuto condannarmi a morte: ora per lapidazione, ora con la cicuta, ora con il rogo. Ma adesso non puoi, ti è proibito. E vedi che io cresco e divento grande e tu invece sei vecchio, decrepito, debole.
Predichi amore e pietà ma hai solo odio represso, perché io sono libero dalle catene che a te stringono i polsi e il collo.
Sei lo schiavo della tua stessa ideologia e la odi profondamente ma, invece di alzarti e scrollarti di dosso le tue catene, cerchi di uccidere me.
Ti ergi come colui che ha la morale più alta, e con la scusa del fine hai usato e usi i mezzi più sporchi e immorali che hai trovato.

Ti dichiari filosoficamente superiore ma nomini solo teologi. Del rasoio di Occam non sai che fartene, lo disprezzi quando lo uso contro la tua violenza e lo invochi, come fosse un incantesimo, quando non capisci quello che ti spiego.
Ti sei descritto come fine conoscitore della scienza, ma credi che sia esistito il nulla per poi affermare che nulla nasce dal nulla.
Ti sei inventato degli slogan che urlerei io, ma sono i TUOI slogan che li contengono.
Non fai altro che urlare la tua ragione usando bias e fallacie logiche, per poi cercare di farle ricadere su di me.

Continui a ripetere che sono io l’ignorante, per non dover ammettere con te stesso che nell’ignoranza vivi tu.

Di konkilhai

Chi sono e che cosa faccio? Queste domande me le pongo spesso da quando ho iniziato, per gioco, a produrre qualche contenuto su YouTube. Alla prima domanda è facile rispondere: sono un ignorante consapevole di esserlo e quindi sono alla costante ricerca di cose nuove da imparare, per ampliare le mio conoscenze e poter essere un po' meno ignorante. Definirmi ateo, nonostante non sia sbagliato, mi sembra riduttivo. Preferisco definirmi uno scettico che prova a essere razionale. La risposta alla seconda domanda non è chiara nemmeno a me. Però posso sicuramente dire che cosa NON faccio. Non faccio divulgazione scientifica. Non faccio fine satira sulle castronerie religiose. Non faccio video di gattini divertenti. Non faccio resoconti di attualità. Non faccio tutorial di vario genere. Allora che cosa faccio? Espongo le mie opinioni, semplicemente. Opinioni basate su dati di fatto o su ragionamenti il più possibile razionali. Dal basso della mia ignoranza non ho altro da offrire se non questo.

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