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	Commenti a: Dio, campione di nascondino &#8211; ESCLUSIVO	</title>
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		<title>
		Di: Giancarlo		</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giancarlo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Dec 2023 10:14:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Voglio ringraziarti Faber per la dimostrazione logica formale dell’inesistenza di dio.
Non sono capace di seguire tutti i passaggi, non ho la competenza logica necessaria.
Comunque vorrei dire che dio non c’è! E si vede.
Io sono ateo, lo dico per categorizzarmi, non perché questa affermazione abbia un senso o sia una necessità.
Sono nato e cresciuto senza problemi religiosi, in una regione nota per le bestemmie brillanti ed illuminanti, la Toscana.
Mio padre e mia madre non mi hanno mai rotto le palle con la religione, finché un frate…

Andavo a scuola a piedi, assieme ad una coppia di ragazzi più grandi, in una classe mista con ragazzi di prima, seconda e terza, poi di quarta e quinta soltanto.
La maestra metteva ancora nell’angolo i più strafottenti, ma dava gli zuccherini a quelli bravi ed in quarta e quinta dava anche un passaggio in auto per dimezzare la distanza da fare a piedi.
In classe c’era il crocefisso, a mensa c’era anche lì.
A pasqua passava il prete a benedire la classe.
A casa è passato un paio di volte ma poi, visto che i miei non gli davano relazione o forse perché non lo pagavano, non è passato più.
Si andava a tutti i funerali, ma come è giusto i ragazzi giocavano lo stesso anche se non si sarebbe dovuto.
In chiesa non sono mai andato, se non con qualche compagno a vedere i quadri (pochi) o gli ori (ancor di meno) che c’erano, il vinsanto poi, non s’è mai trovato.
Il mio rapporto con dio era bellissimo, lo conoscevo per sentito dire, ma ne io cercavo lui ne lui me.
E vero, c’erano dei momenti di preghiera a scuola ai funerali ecc. ma io le preghiere non le sapevo, quindi non le recitavo ne mi segnavo, come facevano gli altri bisbigliando rime baciate alle parole rituali.
Eh si era bellissimo, una relazione perfetta tra due enti che si ignoravano, io per me e dio per se.
Poi un giorno a scuola viene un frate... racconta delle cose e fa delle domande. 
A me, che ero anche timido, chiede qualcosa che non ricordo ma a cui non rispondo deciso, parole a cui avrò annuito, per cortesia immagino.
Fatto sta che il pomeriggio si presenta a casa nostra e chiede a mio padre di me, gli dice che gli ho confidato una chiamata del signore e dopo avermi ben intervistato consigliava a mio padre e mia madre di mandarmi in seminario per seguire la mia vocazione.
Io, che ero presente, fui preso da angoscia, non avevo detto niente del genere ma come sbugiardare un adulto, un frate così autoritario e sfacciatamente sicuro di se?
Non ricordo più bene come sia proseguito la cosa, anche se proverò a descriverla ugualmente, ma ricordo bene come è finita.

Dopo il panegirico del frate sulla mia vocazione, mio padre mi guarda, mi chiede se è vero, non ricordo se a voce o solo con lo sguardo, io farfuglio no, non volevo dire, non so… lui si gira verso il vecchio (così mi appariva) vestito di saio e gli fa:
“Senta, per favore lei ora si alza da questa sedia e se ne va da  dove è venuto.
Ma guai a lei se la rivedo nelle vicinanze di mio figlio o della sua scuola.
Mio figlio non è battezzato e tale resterà fino alla maggiore età.
Allora se vorrà potrà fare ciò che vuole: battezzarsi, prendere i voti, sposarsi in chiesa o che altro.
Certo però che se vorrà darmi retta, tutto questo non lo farà mai e continuerà a vivere libero.”
Me lo ricordo benissimo.
E  così è stato finora.
E così sono rimasto e continuo ad essere libero.
In seguito ho letto molto sulla religione e sulla filosofia, non perché attratto dagli argomenti trattati ma dai ragionamenti sopra a quegli argomenti.
Perché sono i ragionamenti che rendono credibili o meno le idee di cui parlano.
Se i ragionamenti li paragoni con la realtà dei fatti le balle si evidenziano per quello che sono. Balle appunto.
E la religione, specialmente la cristiana e cattolica, con i suoi dogmi e le sue credenze è la balla più grossa di tutte.
Basterebbe farsi delle domande per capirlo, ma evidentemente, diversamente da te Faber, molti le domande non se le fanno, subiscono, patiscono e continuano ad ignorare la verità e ad ingrassare il clero e tutti i potenti a cui lecca il culo vicendevolmente.
Ma torniamo a noi.
Se non ci fosse stato ‘sto fraticello demente, probabilmente avrei continuato la mia vita senza alcun bisogno di smentire l’esistenza di dio, si poteva convivere giocando ognuno nel proprio orticello con la staccionata che ci divideva e ci impediva di guardarci.


Ma poi l’incontro col fraticello, con il tempo mi ha fatto guardare intorno ed ho preso coscienza dell’orticello di dio, in cui dio non c’è ma che comunque è popolato di insetti ed animali affamati, come il mio fraticello.
Tutti questi esseri stanno lì a mangiare ed a bere e tutti vorrebbero pascolare anche nel mio orto.
Quindi a chi serve dio? dio è sempre utile a qualcun altro. Mai a me.
Non sono in grado di dirlo formalmente ma so che dio non c’è! E si vede.

Giancarlo]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Voglio ringraziarti Faber per la dimostrazione logica formale dell’inesistenza di dio.<br />
Non sono capace di seguire tutti i passaggi, non ho la competenza logica necessaria.<br />
Comunque vorrei dire che dio non c’è! E si vede.<br />
Io sono ateo, lo dico per categorizzarmi, non perché questa affermazione abbia un senso o sia una necessità.<br />
Sono nato e cresciuto senza problemi religiosi, in una regione nota per le bestemmie brillanti ed illuminanti, la Toscana.<br />
Mio padre e mia madre non mi hanno mai rotto le palle con la religione, finché un frate…</p>
<p>Andavo a scuola a piedi, assieme ad una coppia di ragazzi più grandi, in una classe mista con ragazzi di prima, seconda e terza, poi di quarta e quinta soltanto.<br />
La maestra metteva ancora nell’angolo i più strafottenti, ma dava gli zuccherini a quelli bravi ed in quarta e quinta dava anche un passaggio in auto per dimezzare la distanza da fare a piedi.<br />
In classe c’era il crocefisso, a mensa c’era anche lì.<br />
A pasqua passava il prete a benedire la classe.<br />
A casa è passato un paio di volte ma poi, visto che i miei non gli davano relazione o forse perché non lo pagavano, non è passato più.<br />
Si andava a tutti i funerali, ma come è giusto i ragazzi giocavano lo stesso anche se non si sarebbe dovuto.<br />
In chiesa non sono mai andato, se non con qualche compagno a vedere i quadri (pochi) o gli ori (ancor di meno) che c’erano, il vinsanto poi, non s’è mai trovato.<br />
Il mio rapporto con dio era bellissimo, lo conoscevo per sentito dire, ma ne io cercavo lui ne lui me.<br />
E vero, c’erano dei momenti di preghiera a scuola ai funerali ecc. ma io le preghiere non le sapevo, quindi non le recitavo ne mi segnavo, come facevano gli altri bisbigliando rime baciate alle parole rituali.<br />
Eh si era bellissimo, una relazione perfetta tra due enti che si ignoravano, io per me e dio per se.<br />
Poi un giorno a scuola viene un frate&#8230; racconta delle cose e fa delle domande.<br />
A me, che ero anche timido, chiede qualcosa che non ricordo ma a cui non rispondo deciso, parole a cui avrò annuito, per cortesia immagino.<br />
Fatto sta che il pomeriggio si presenta a casa nostra e chiede a mio padre di me, gli dice che gli ho confidato una chiamata del signore e dopo avermi ben intervistato consigliava a mio padre e mia madre di mandarmi in seminario per seguire la mia vocazione.<br />
Io, che ero presente, fui preso da angoscia, non avevo detto niente del genere ma come sbugiardare un adulto, un frate così autoritario e sfacciatamente sicuro di se?<br />
Non ricordo più bene come sia proseguito la cosa, anche se proverò a descriverla ugualmente, ma ricordo bene come è finita.</p>
<p>Dopo il panegirico del frate sulla mia vocazione, mio padre mi guarda, mi chiede se è vero, non ricordo se a voce o solo con lo sguardo, io farfuglio no, non volevo dire, non so… lui si gira verso il vecchio (così mi appariva) vestito di saio e gli fa:<br />
“Senta, per favore lei ora si alza da questa sedia e se ne va da  dove è venuto.<br />
Ma guai a lei se la rivedo nelle vicinanze di mio figlio o della sua scuola.<br />
Mio figlio non è battezzato e tale resterà fino alla maggiore età.<br />
Allora se vorrà potrà fare ciò che vuole: battezzarsi, prendere i voti, sposarsi in chiesa o che altro.<br />
Certo però che se vorrà darmi retta, tutto questo non lo farà mai e continuerà a vivere libero.”<br />
Me lo ricordo benissimo.<br />
E  così è stato finora.<br />
E così sono rimasto e continuo ad essere libero.<br />
In seguito ho letto molto sulla religione e sulla filosofia, non perché attratto dagli argomenti trattati ma dai ragionamenti sopra a quegli argomenti.<br />
Perché sono i ragionamenti che rendono credibili o meno le idee di cui parlano.<br />
Se i ragionamenti li paragoni con la realtà dei fatti le balle si evidenziano per quello che sono. Balle appunto.<br />
E la religione, specialmente la cristiana e cattolica, con i suoi dogmi e le sue credenze è la balla più grossa di tutte.<br />
Basterebbe farsi delle domande per capirlo, ma evidentemente, diversamente da te Faber, molti le domande non se le fanno, subiscono, patiscono e continuano ad ignorare la verità e ad ingrassare il clero e tutti i potenti a cui lecca il culo vicendevolmente.<br />
Ma torniamo a noi.<br />
Se non ci fosse stato ‘sto fraticello demente, probabilmente avrei continuato la mia vita senza alcun bisogno di smentire l’esistenza di dio, si poteva convivere giocando ognuno nel proprio orticello con la staccionata che ci divideva e ci impediva di guardarci.</p>
<p>Ma poi l’incontro col fraticello, con il tempo mi ha fatto guardare intorno ed ho preso coscienza dell’orticello di dio, in cui dio non c’è ma che comunque è popolato di insetti ed animali affamati, come il mio fraticello.<br />
Tutti questi esseri stanno lì a mangiare ed a bere e tutti vorrebbero pascolare anche nel mio orto.<br />
Quindi a chi serve dio? dio è sempre utile a qualcun altro. Mai a me.<br />
Non sono in grado di dirlo formalmente ma so che dio non c’è! E si vede.</p>
<p>Giancarlo</p>
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